La Chardouse un rifugio dove mangiar bene e andare a spasso per tipiche borgate montane


 

Chardouse

Chissà perché ogni volta che dobbiamo scegliere la meta del nostro weekend spuntano fuori per la maggior parte proposte che uniscono all’escursione una mangiata in rifugio, se capite di cosa parliamo vi lasciamo qui i nostri articoli sulle ultime gite invernali al Rifugio Re Magi, Capanna Mautino e Cantina Alpina.
E così anche questa volta la nostra destinazione sarà un rifugio, più precisamente ”La Chardouse” nella piccola borgata Vazon.

 

Ma cosa significa questo nome impronunciabile?

E’ il nome del fiore della Carlina in patois (dialetto). In passato in queste zone veniva appeso alle porte per scacciare le presenze maligne o utilizzato per prevedere l’arrivo del brutto tempo; le foglie che circondano il fiore si chiudono con l’arrivo della pioggia per poi riaprirsi quando spunta di nuovo il sole.

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Come raggiungerlo?

Al rifugio ci si arriva anche in macchina, ti basta impostare sul navigatore come destinazione Vazon, ma non farlo se puoi, ti perderesti due bellissime camminate.

1. A piedi da Oulx

Lasci l’auto in strada Cotolivier e prosegui per la strada carrozzabile dopo due km incontri un bivio per “Chateau”, che lasci sulla destra. Arrivi poi a Frazione Pierremenaud e poi a Borgata Vazon dove si trova il Rifugio. Puoi anche tagliare alcuni tornanti tramite il ripido sentiero che attraversa il bosco (il km verticale).

La Chardouse Val di Susa-10

 

Partenza: 1125m, al fondo di strada Cotolivier
Arrivo: 1640, Rifugio la Chardouse
Dislivello: 515
Distanza 6 km
Difficoltà E escursionisti


2. A piedi da Amazas

Lasci l’auto vicino al ponte sulla Dora e attraversi la borgata di Amazas. Poi prosegui sulla sterrata in direzione Soubras, continui sul sentiero seguendo le indicazioni per il rifugio arrivando così a Borgata Vazon.

Partenza: 1180 Amazas
Arrivo: 1640, Rifugio la Chardouse
Dislivello: 460
Difficoltà E escursionisti


 

Noi questa volta siamo salite da Oulx alternando a tratti la carrozzabile e il sentiero che taglia dal bosco. La giornata è splendida tanto che sembra quasi primavera, il cielo è terso e il sole ci scalda piacevolmente il viso.
Lungo il tragitto ci troviamo ad attraversare la frazione Pierremenaud e rimaniamo incantate da questo delizioso borghetto. La fontana, gli affreschi sui muri delle tipiche case di montagna e le decorazioni in legno, ci fanno respirare per un attimo la vita di un tempo di un piccolo paese di montagna, scandita dal ritmo delle stagioni.

Chardouse

Dopo millesettecento fotografie ed altrettanti “wow” e “che bello” ci accorgiamo che rischiamo di far tardi alla prenotazione per il pranzo e così accelleriamo il passo.
Il rifugio è delizioso, il soffitto a volta è in pietra, i tavolini in legno sono tutti colorati di rosso giallo e verde, poi ancora ci sono cuscini, lampade e decorazioni tutte in stile “montagnoso” creando un’atmosfera intima di assoluto relax.

Cosa si mangia?

Il menù cambia e segue la stagionalità dei prodotti. Alla polenta si alternano ricette più particolari ispirate al modo di cucinare di una volta in alta montagna: zuppe rustiche, formaggio con confettura di mirtilli o cipolle, brasato, spezzatino e taglieri di salumi e formaggi locali.
Noi abbiamo adorato la zuppa di orzo porri e patate e i tomini con la marmellata, ma era davvero tutto ottimo.
Quando poi a fine pasto ci hanno portano il barattolino con gli zuccherini alcolici ci hanno definitivamente conquistate.

 

La Chardouse Val di Susa-43

Cosa fare in zona?

Il Rifugio può essere la tua destinazione ma anche il punto di partenza, puoi fermarti per qualche notte in mezza o pensione completa. Le camere sono davvero carinissime, botti di legno come comodini, sedie e sgabelli artigianali, coperte a quadri rossi e bianchi, insomma la tipica camera da baita in montagna.
Qui abbiamo raccolto i link con i giri più belli da fare nei dintorni.

Livello E – escursionisti

Livello EE – escursionisti esperti

 

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Siamo Arianna e Alessandra

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